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Monzuno gabbiano da montesole, credit montesole.eu.jpg

Gotico francese in appennino

Avreste mai pensato di trovare un meraviglioso esempio di stile gotico francese in Appennino? Benvenuti alla Chiesa di Gabbiano, un edificio sacro davvero unico!

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Tesori nascosti tra i monti

Non capita tutti i giorni di incontrare, nel bel mezzo dell'Appennino tosco-emiliano, una chiesa dal gusto così tipicamente transalpino. La storia della chiesa di Gabbiano, tuttavia, ha radici ben più antiche rispetto alla ristrutturazione che le conferì l'aspetto attuale.

Il primo impianto della chiesa risale al XIV secolo: appare nel 1378 nel campione della Mensa Arcivescovile. La chiesa antica sorgeva poco discosta dall’attuale, più a monte, fra due piccoli corsi d’acqua, lontano dal caseggiato. Nel 1675 l’antica chiesa, in rovina, fu restaurata dal parroco del tempo ma, tre anni dopo, un terremoto divise i due edifici di chiesa e canonica equattro mesi più tardi una frana abbatté entrambe le costruzioni.

La sede parrocchiale fu allora spostata di un quarto di miglio, presso un piccolo oratorio a Pallarè insufficiente per la popolazione e all’inizio del Settecento fu ricostruita una nuova
chiesa con campanile e cimitero.

L’edificio, lungo 28 piedi, largo 14 e alto 18, con soffitto a travi, ha un solo altare. Il coro dietro l’altare maggiore fungeva anche da sagrestia ma un secolo più tardi, nel 1777, la chiesa, minacciava di nuovo rovina. Fu così che, dopo successive ristrutturazioni, la Chiesa di Gabbiano arriva ai giorni nostri.

Una chiesa davvero speciale

Se siete appassionati di arte ed architetture, questo luogo fa per voi!

L'edificio che possiamo ammirare ora fu ridisegnato e ampliato nel 1921 su progetto dell’ingegnere Ildebrando Tabarroni che propose un’architettura neogotica, secondo i dettami dell’eclettismo ottonovecentesco.

La chiesa, infatti, presenta particolarità tipologiche totalmente estranee all’architettura emiliana e molto più prossime ai caratteri degli edifici oltremontani e una singolare facciata in stile gotico francese.

Due preti montanari, dodici formaggi e il Papa

Nel 1921 il parroco di Montorio suggerì a quello di Gabbiano di andare a trovare niente meno che il Papa per chiedere fondi per la struttura della chiesa portandogli in dono dodici formaggi di Monte Venere. Nonostante la riluttanza delle Guardie Svizzere nel permettere l'ingresso ai formaggi trasportati dai sacerdoti, dopo le minuziose istruzioni ai camerieri del Vaticano per la conservazione del prodotto montanaro, il Papa li ricevette in udienza e, con incredibile stupore dei parroci, donò loro ben 25 mila lire.

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